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Cronaca
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V2-day
 22:33 martedì 29 aprile 2008
Tre gli obiettivi: abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria,abolizione dell'ordine dei giornalisti abolizione della legge Gasparri.
Nel giorno della liberazione Beppe Grillo lancia i referendum per una "Libera informazione in libero stato" Oltre 100.000 in piazza per la seconda edizione del V-day
Era previsto un bagno di folla e così è stato.Meraviglioso lo spettacolo offerto da una piazza San Carlo a Torino, gremita di persone,mosse dal desiderio di liberarsi dalle catene della disinformazione.Lo spettacolo entra nel vivo verso le ore 16.
Il comizio del comico,se è ancora possibile definirlo così,comincia con l'elogio alla manifestazione nella vicina piazza Castello,più tradizionale, con la musica di Gianmaria Testa e i racconti partigiani. : "Dedichiamo questa manifestazione a coloro che stanno manifestando nell'altra piazza, noi siamo la naturale continuazione dei nostri nonni, di quei valori di quella gente che ha combattuto, ha perso la vita per lasciarci una nazione più libera o quasi. Se avessimo un decimo di cuore di quelle persone o un centesimo di coglioni di quelli noi compiremo un lavoro per loro".
Solo adesso comincia il vero e proprio spettacolo di denuncia in puro stile Beppe Grillo.Dopo un breve excursus storico sul 25 aprile ricorda che lo scenario politico dall'8 settembre scorso ad oggi è completamente cambiato e cinque partiti non esistono più." Il referendum sulla legge elettorale andava fatto prima delle elezioni non dopo perché farlo dopo è come mettersi un preservativo dopo che si è trombato".Poi la satira dirompente di Grillo investe direttamente il Capo dello Stato Giorgio Napoletano." "Il presidente Napolitano dovrebbe essere il presidente degli italiani, non dei partiti. I partiti non ci sono più".Lo soprannomina "Morfeo napoletano"perché "dorme,dorme,dorme"attribuendogli la colpa della mancata riforma elettorale.
Intanto si cominciano a contare i presenti,4-5 mila a piazza Castello contro i 35 mila di Piazza San Carlo;ed ecco attenuarsi le paure del comico genovese che alla vigilia della manifestazione aveva confessato il suo timore:"E se non viene nessuno?".
Le ire di Grillo si spostano sul tema più atteso della giornata,l'informazione.Continua nel frattempo la raccolta di firme per i tre referendum abrogativi "Libera informazione in libero Stato"per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, l'abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria e l'abolizione della legge Gasparri."La nostra festa di liberazione comincia oggi"annuncia Grillo.Poi,puntando il dito contro l'ordine dei Giornalisti, afferma:"Siamo gli unici al mondo ad avere un ordine dei giornalisti fondato nel 1925 da Mussolini per tenerli in braghe di tela. Già Einaudi diceva che non era necessario un Ordine dei giornalisti. L'informazione - ha aggiunto - deve essere libera e la rete li farà fuori tutti lo stesso. Via le cose del passato, mettiamolo nelle cantine se vogliamo essere un Paese dinamico e veloce". Grillo poi fa la sua critica alla legge Gasparri: "Vorrei che nascesse un giornale pagato da chi lo legge e la stessa cosa vale per le televisioni".
Poi ha proseguito"Siamo stufi che nei giornali e nelle tivù comandino banche, Confindustria, che dicono ai giornalisti quello che devono fare o scrivere.Allargando la sua critica anche al neo presidente del consiglio Berlusconi ("Testa d'asfalto"):"Pensate - ha detto dal palco - se Obama da presidente fosse anche il proprietario della Fox, della Abc e di altre televisioni". E ha aggiunto che "se Rete4 non va immediatamente sul satellite, come stabilito per legge, l'Unione Europea ci costringerà a pagare 300 mila euro al giorno da gennaio 2006". "Voglio tivù - ha affermato - come la televisione australiana, come la Bbc, pagata da chi la guarda".
Acclamato anche Adriano Cementano, comparso nella piazza con un messaggio registrato." "Sono d'accordo con Beppe Grillo. "Non è un antipolitico,bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi - ha affermato il cantante - per controbattere le falsità che ogni giorno ci propinano".
La manifestazione prosegue fino alla mezzanotte così come i conteggi delle firme raccolte,l'obiettivo è un milione.Da stabilire l'ammissiblità del referendum data la legge 352/1970 che regola i referendum che prevede «che non può essere depositata richiesta di referendum ... nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l'elezione di una delle Camere»Resta comunque il successo di un movimento che è il vero e proprio volto "dei nuovi partigiani"e di un'Italia attiva che ha voglia di verità e di rifondazione dei valori.

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